
Nel suo programma sugli asili nido il caro Rapifuffa dispensava lezioni (Lesson number 1 and lesson number 2), sui tre modelli di gestione che gli stessi possono avere, proponendo come modello Bologna, con gestione indiretta.
Ma all’inizio lo dice lui stesso: non importa se il gatto è bianco o nero, l’importante è che prenda il topo. E a quanto pare il gatto è maldestro: al suo insediamento i posti disponibili erano 324, che sono saliti a 325 nel 23/24, a 361 nel 24/25 e 366 nel 25/26. Dove sta l’inganno? È che i posti sono solo sulla carta, e per carenza di organico i posti effettivamente disponibili sono solamente 317, 7 in meno rispetto al periodo antecedente il suo mandato. Nel frattempo ben 2 asili nido sui 9 aperti al momento del suo insediamento sono stati chiusi, riducendone il numero a 7: si è quindi passati da un nido ogni 9.000 abitanti circa ad uno ogni 12.000 abitanti, non male direi. Quindi il Comune ha aumentato sulla carta i posti disponibili pur riducendone il numero: il Comune stesso la definisce “Migliore utilizzo delle strutture”, che tradotto per i genitori significa più bambini in meno spazio. Oltre al fatto che i due asili chiusi si trovavano in zona nord ovest (Borgovico e Monte Olimpino), lasciando così il solo nido di Sagnino l’unico disponibile in quella porzione della città: alla faccia del servizio eccellente. Lui può dire quello che vuole, ma i numeri parlano chiaro: gli asili nido sono meno ed i posti effettivamente disponibili, perché di quelli sulla carta una mamma ed un papà non se ne fanno nulla, sono 7 in meno rispetto a 4 anni fa. Provate a farvi un open day in uno dei nidi della città: capirete che sia arrivata l’ora, per il nostro Rapifuffa, di specificare che cosa intendesse per servizio eccellente. Abbiamo ancora chiare nella mente l’immagine del nostro paladino della vigliaccheria in litigio con le mamme in protesta, mamme che si erano trovate senza l’asilo nido causa chiusura, con lui che urla “Vi frullo”, cosa che ovviamente ha fatto solo a parole, perché saranno quelle stesse mamme a mandarlo a casa alle prossime elezioni, quando frulleranno per bene questo ciarlatano vigliacco.
P.S. Non parliamo del servizio TATA accrediTATA perché non ci sono numeri ufficiali, e noi, a differenza del nostro ros baloss, non parliamo di fuffa. Perché la fuffa è roba sua: del sindaco Rapifuffa.