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Secondo il nostro Rapifuffa  alla fine del suo mandato avrebbe trasformato Como in un Comune modello, ben amministrato, pulito, ordinato e dove tutto è ben pianificato. Al fine di avere una Como più importante su base regionale, avrebbe chiesto alle Amministrazioni comunali confinanti di aggregarsi e diventare parte del nostro curato e bellissimo Comune.

 “Con i Comuni che lo desidereranno avvieremo l’iter di fusione”, dichiarava delirante: ebbene nessun comune ha mai minimamente palesato un’intenzione che, allo stato attuale delle cose, sarebbe nient’altro che una follia.

Mancano 10 mesi alla fine del mandato di Rapinocchio, ma di una cosa siamo già certi: a Maggio 2027 Como non sarà certamente un comune modello, perché è male amministrato, sporco, allo sbando, senza una benchè minima pianificazione. Per questo non solo i comuni limitrofi non vogliono entrare a farne parte, ma si tengono ben lontani dal collaborarci per una qualsiasi iniziativa.

L’operato della sua giunta sarà però un esempio di ciò che un’amministrazione non dovrebbe mai fare, e verrà ricordato come il flop del secolo per molto tempo a venire.

Arriva ora il momento della domanda fatidica: cosa ha fatto Rapinese? Lo dico chiaramente: Fuffa. Fuf-fa. Per questo  è a giusto titolo soprannominato Rapifuffa. E dopo tutta la fuffa prodotta ci ha propinato una marea di balle: motivo per cui definirlo anche Rapinocchio è una conseguenza logica e naturale. E se sono certo sul giudizio negativo che verrà dato a questo sindaco e a questo gruppo di incompetenti che lo sostiene, avremo un grande dubbio su come dovremo chiamare questo uomo bugiardo ed incompetente: Rapifuffa o Rapinocchio?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Dulcis e quasi in fundo il turismo: questo fenomeno figlio dell’economia globalizzata e tecnologicizzata. Con la sua forza dirompente ha cambiato per sempre la storia della nostra città, sia sotto l’aspetto economico che sotto quello sociale.

Il turismo è un fenomeno che se ben gestito è foriero di benessere economico, contaminazione culturale ed apertura di orizzonti fino a poco tempo fa semplicemente inimmagginabili; il rovescio della medaglia è che la mala gestione porta inevitabilmente ad un calo della qualità della vita per i residenti, a fenomeni di speculazione, all’infiltrazione di associazioni mafiose ed alla perdita dell’identità cittadina: e purtroppo questo è il caso di Como.

Citiamo direttamente il programma: “Puntiamo ad avere una Como così bella e vivibile per i cittadini che andrà benissimo anche per i nostri turisti. Le decisioni e le delibere che verranno assunte dall’Amministrazione saranno sempre orientate anche al turista, sia che si tratti di rifiuti….di parcheggi, di offerta culturale, di funicolare o di navigazione senza code sotto il solleone!” : a smentire perentoriamente il sindaco ci pensano gli ultimi sondaggi secondo cui solo il 5% dei Comaschi ritiene che la qualità della vita sia migliorata sotto il suo mandato; se poi passiamo in analisi l’affermazione sui parcheggi e sulle code sotto al solleone passiamo al comico: tra i tratti distintivi della nostra città, in questo momento, ci sono le code sotto al solleone!.

 Il programma prosegue poi così: “Ci assicureremo che l’Infopoint turistico sia collocato in una zona ben fruibile, centrale e che eroghi servizi e sia aperto in orari adeguati al popolo dei turisti” e “I percorsi saranno ben promossi sia in città sia sui più influenti portali turistici. Comasco, sei pronto a diventare anche tu un turista della tua città?” per chiudere così: “Promuoveremo la creazione di nuovi attracchi a lago e contemporaneamente ci adopereremo per rilasciare nuove licenze NCC-boat per trasporto sul lago. Nuovi posti di lavoro e più servizi per turisti e pendolari”. 

Come potete facilmente immaginare niente di tutto questo è stato minimamente realizzato: anzi non esiste nemmeno una bozza di progetto di nessuna di queste belle proposte. Questa è fuffa. Il sindaco è fuffa. La giunta intera è fuffa. Il caro sindaco ha pensato molto di più allo stadio (E male, dato che di un progetto sul tavolo e di un dibattito non vi è traccia), peccato che il tema stadio interessa solamente il 7% degli elettori Comaschi: caro sindaco e cara giunta, se avete un minimo d’amor proprio, dimettetevi. Se avete un briciolo di dignità, prendete la vostra roba e andatevene.

C’era una volta un Rapinocchio, il ros baloss per eccellenza del lago di Como, che nella primavera del 2022 prometteva ai giovani Comaschi zone della città disponibili per gli artisti, skate park nel centro cittadino, coca cola fresca al bar che avrebbe riaperto in Via Palma ed al chiosco che avrebbe realizzato al parco di via Traù, all’interno del più ampio programma di riqualificazione di entrambi i parchi: in sintesi un trionfo di sport, cultura e socialità. Finalmente la nostra gioventù avrebbe avuto i giusti spazi per esprimersi, acculturarsi, fare sport e socializzare: tante belle parole, come sempre. Nei fatti un’autentica SOLA, tanto fumo e davvero poco, anzi pochissimo, arrosto.

Innanzitutto sia il parco Negretti che quello di via Traù sono stati in minima parte riqualificati: sono state realizzate le aree calisthenics ed i campi da basket: il resto del parco Negretti si trova in condizioni fatiscenti (Campo da calcio, verde, panchine, fontanella, recinzioni) mentre il grosso di quello sito in via Traù era stato realizzato dalla precedente amministrazione. Dopodichè scordatevi la coca cola fresca, perché il bar di via Palma non è stato riaperto e del chiosco in via Traù non vi è nemmeno l’ombra: vi toccherà portarvela da casa, un vero spettacolo durante il caldo estivo: immaginatevi un bel sorso di coca cola tiepida, dopo la partitella a basket con gli amici. Top, come direbbe un famoso broker della fuffa. E questo broker di nome Rapinocchio di fuffa da vendere ne ha a quintali, anzi a tonnellate: perché il suo fantomatico progetto di skate park in Piazza Roma altro non era che fuffa; in realtà progetto è dire decisamente troppo, visto che sono state solo parole e niente di più: perché questa giunta lo skate park non ha provato nemmeno a farlo. Ha realizzato una roba all’Ippocastano che chiamare skate park è una barzelletta: sembra più un minigolf, a guardarne le dimensioni; andate nella vicina Cantù a vedere un vero skate park, e poi ne riparliamo.

E poi passiamo al palazzo di via Natta, che nei progetti sarebbe stata la futura casa della cultura: la nostra Flavia Vento sotto al tavolo….ops…. che gaffe…. cioè il nostro Enrico Colombo, assessore alla cultura di quelli che nascono ogni 200 anni, e per competenze e per talento, il 3 Giugno del 2023 annunciava l’obiettivo di aprire la Casa della Cultura entro il 2024: probabilmente si era confuso con il progetto esecutivo, che è stato approvato il 24 Dicembre del 2024, un pelino in ritardo sulla tabella di marcia. O magari si era bevuto un paio di Prosecchini e si era sbottonato in uno slancio d’entusiasmo. Il 27 Dicembre vengono invece definiti i tempi di realizzazione, stimati in 6 mesi: teoricamente i lavori sarebbero dovuti finire il 27 Giugno del 2025; concedendo 3 mesi accademici di ritardo (Siamo in Italia e restaurare un palazzo antico può essere molto complicato), si poteva realisticamente stabilire il 27 Settembre del 2025 come data d’inaugurazione di questa fantomatica Casa della cultura. Fuffa. L’ultimo aggiornamento risale al 21 Gennaio 2025 , giorno in cui vengono approvati gli elaborati progettuali e gli aggiornamenti economici; dopodichè il nulla cosmico, tanto che si vocifera l’interessamento della trasmissione “Chi l’ha visto?” alla questione Casa della cultura. Caro Rapifuffa, perché non ne parli sul tuo fuffanews24? Non è che hai fallito per l’ennesima volta?

In mezzo a tutta questa confusione almeno una cosa l’abbiamo capita chiaramente: quando Rapinocchio e i suoi soprammobili….ops…. assessori parlano di progetto, significa che ne hanno parlato al bar, mentre facevano l’aperitivo; quando iniziano una cosa o la interrompono (Lavori viale Geno, Pontile sant’Agostino, giardini via Baserga) o la fanno male, ed in perenne ritardo. Lui e la sua giunta non portano mai a termine quello che si propongono di fare, fanno titoli sui giornali, urlano, e cosa rimane a noi Comaschi? La loro fuffa, le loro bugie, la loro incompetenza e la loro indecenza. Perché i fatti empiricamente misurabili parlano chiaramente: questo sindaco è fuffa, i suoi assessori anche peggio. Ma questa giunta ci va a lavorare? Con che coraggio prendono lo stipendio a fine mese? Con che coraggio escono sui giornali a parlare?

Poi ci chiediamo perché i giovani vanno al bar a bere: quali altri luoghi di socialità e svago propone questa città? Quale offerta culturale? I concertoni che promettevi, caro Rapifuffa, dove sono? Sul ponte che volevi fare a Muggiò?

“Appena avremo creato gli almeno, al-me-no, 1000 nuovi posti auto citati nel punto parcheggi (il cui iter verrà avviato nei primi 100 giorni di consiliatura)”….preso direttamente dal programma del sindaco più bugiardo d’Italia, più precisamente dal punto 32, che  è inutile analizzare, dato che i 1000 posti macchina promessi non sono mai stati realizzati. Dei posti promessi non ne è stato fatto nemmeno uno, nem-me-no uno.

Fuffa. Questo sindaco è fuffa.

“In passato abbiamo assistito alla demonizzazione degli stalli della sosta in prossimità del centro. Il nostro punto di vista è contrario: i parcheggi servono e servono soprattutto dove si trovano i servizi di cui i cittadini necessitano, molti dei quali, appunto, sono proprio in centro e/o in prossimità delle aree della città più densamente popolate. 1.1 Per combattere i caroselli alla ricerca di un posto auto da parte sia dei cittadini sia dei forestieri, daremo il via entro i primi 100 giorni di governo all’iter che porterà alla creazione di almeno, al-me-no, nuovi 1000 posti auto. Almeno 650 in Ticosa (necessitiamo parcheggi, non progetti campati per aria), almeno 350 nell’area ex-Stecav di Viale Innocenzo XI e molti altri nei pressi del molo di Tavernola e nella piana di Muggiò. Valuteremo attentamente inoltre la creazione di un autosilo anche all’Ippocastano di via Aldo Moro. 1.2 Considerato che i proprietari di tutto il suolo comasco sono tutti i cittadini comaschi, nei nuovi parcheggi tutti i cittadini comaschi avranno tariffe super convenienti tramite l’utilizzo di apposite tessere e app per i parcometri. 1.3 Introdurremo tariffe specifiche per parenti di malati in visita nelle strutture sanitarie cittadine e abbonamenti per i lavoratori forestieri (tessere ricaricabili scontate)”.

Questo è il primo punto del programma meno realizzato della storia della città di Como, e che questo primo punto è il perfetto riassunto dell’operato di questa giunta incompetente. Sono passati 4 anni, non 100 giorni, e dell’inizio di questo iter che avrebbe dovuto portare alla creazione di ALMENO 1000 parcheggi non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra.

Le aree Ticosa ed ex-Stecav sono tutt’ora abbandonate, e sono il biglietto da visita della nostra città;  ma oltre al danno questa giunta ha visto bene di procurare anche la beffa: durante il suo mandato Rapinocchio ci ha anche deliziati con la sua fantastica tariffa “Vulcano”, portando il prezzo dei parcheggi a 3€ all’ora in tutta la città e, in alcune zone, con validità 24 ore su 24. E, dulcis in fundo, al posto delle fantastiche tessere ed app per gli sconti ai Comaschi, ha visto bene di introdurre Falco e Birba, le auto che consentono di dare un sacco di multe ai già più che taglieggiati Cittadini.

Che dire: un Simposio di fuffa e bugie propinateci dal nostro eroe, da questo gladiatore illuminato venuto a salvare Como ed i Comaschi da una vita tranquilla ed agiata, che verrà ricordato per secoli come Rapifuffa il grande bugiardo.

“A Como non saranno più ospitati circhi che utilizzano animali nei loro spettacoli e se qualche Comune nelle vicinanze vorrà ospitare il Luna Park ne saremo ben lieti. L’area di Muggiò, facilmente raggiungibile con i tanti mezzi pubblici che la servono e così comoda per l’autostrada, sarà interamente dedicata allo sport e, per ingigantirla e connetterla con l’area Belvedere, costruiremo un ponte, adeguato anche alle esigenze dei diversamente abili. In pochi secondi si potrà passare in tutta sicurezza dal Rugby Como e campo Coni alla (sigh!!!) piscina, al (sigh!!!) palazzetto dello sport e (WOW) futuro palazzo del ghiaccio”. Questo recita il punto 27 del fantomatico programma utopia del nostro Rapifuffa. Questo punto del programma descrive alla perfezione questa giunta di improvvisati, evidenziandone due peculiarità: la prima è l’ignoranza, la seconda è la tragicomicità.

Nel 2023 e nel 2025 la nostra banda di ignoranti (Pagati profumatamente, ma non credo per la loro ignoranza) ha tentato di limitare l’area destinata al Luna Park rispettivamente a 5mila metri quadri e a 12mila metri quadri (Rispetto ai 28mila metri quadri precedenti), rendendo praticamente impossibile agli operatori di poter lavorare; peccato che i provvedimenti siano stati impugnati al TAR e che in entrambe le occasioni il TAR stesso abbia annullato le delibere comunali. Tempo e soldi persi: ma tanto paga pantalone, vero?

Poi passiamo al tragicomico: inizia a vagheggiare una Muggiò dedicata allo sport, promettendo la costruzione di un ponte che avrebbe dovuto collegare Rugby (Finanziamenti fermati dall’ANAC) e campo CONI (Campo in condizioni pietose, chiedete agli atleti cosa ne pensano) con piscina, palazzetto e futuro palazzo del ghiaccio. Sembra uno sketch dell’Ingegner Cane: per i più giovani l’Ingegner Cane era un divertente personaggio del programma televisivo “Mai dire martedì”, dei primi anni 2000 e condotto dal Mago Forrest, in cui si ironizzava sulla costruzione del ponte di Messina. Perché chi guarda da fuori la politica Comasca in questo momento non vede altro che un programma comico, progettato da uno che vorrebbe fare il sindaco, ma che nei fatti è l’Ingegner Cane del tracollo e del declino della nostra amata Como.

“I parchi gioco sono quelle aree dove i nostri bambini (e non solo i nostri) trascorrono la maggior parte del loro tempo libero e pertanto DEVONO essere luoghi protetti, sicuri, godibili, puliti e ben attrezzati. E così saranno. A qualunque costo. Sia che si trovino in centro città sia che si trovino in periferia, i nostri bambini dovranno avere le medesime opportunità di svago, divertimento e socializzazione”: questo riporta il programma del 2022 dell’attuale sindaco. Il programma prosegue affermando la volontà di realizzare nuovi parchetti, utilizzando la tassa di soggiorno pagata dai turisti.

Passiamo ora alla realtà, snocciolando un paio di dati: all’insediamento di Rapifuffa i parchi comunali erano 40, e 40 sono rimasti. Di questi 40 sono stati oggetto di intervento il parco di via Traù, il parco di via Segantini ed i giardini a lago: ciò significa che solo il 7,5% di quello che era stato promesso in programma è stato realizzato (Male, anzi malissimo). I giardini a lago sono qualcosa di esilarante: il cantiere è in ritardo di oltre 3 anni, con il sindaco che a Maggio 26 ha riaperto solo una piccola parte, per raccontare la frottola di aver riaperto i giardini a lago. Il progetto prevedeva una zona giochi per bambini, un bar: inutile dire che niente di tutto ciò è stato realizzato. Se poi, passeggiando per la zona riaperta, si distogli lo sguardo dal nostro splendido lago e si volge verso il basso, più precisamente il suolo che stiamo calpestando, vengono i brividi: la pavimentazione è in condizioni che definire disastrose è quasi generoso: la pavimentazione non rimane nemmeno insieme, con i cubetti di porfido che si sollevano e non rimangono incastonati a terra. Se poi passiamo alla sicurezza ed alla pulizia dei parchi nel loro complesso passiamo dal male al peggio: il 100% dei parchi è sporco, pulito da cittadini volontari non retribuiti, che si adoperano per rendere più decorosa una situazione che definire imbarazzante è un eufemismo; se passiamo al tema sicurezza, notiamo che almeno il 50% dei parchi è terreno fertile per spacciatori e gente poco raccomandabile: sicuramente questo 50% non è il luogo sicuro in cui il Comasco vuole portare i propri figli a giocare.

Passiamo alle conclusioni: del punto 25 del programma ci risulta che si è provato ad intervenire solo sul 7,5% del totale dei parchi in tema di manutenzioni, che diventa 5% se si considera il buon andamento delle stesse. Riteniamo quindi questo punto del programma un sonoro fallimento. O la solita Fuffa. L’ormai famigerata Rapifuffa.

Il nostro broker della fuffa affrontò il tema della piscina di Muggiò al punto 21 del suo programma, come sempre raccontando una marea di frottole e promettendo gli asini che volano: infatti dichiarava che nei primi 10 giorni dal suo insediamento avrebbe convocato un consiglio d’urgenza con i massimi esperti del settore, per capire come rimettere in funzione il prima possibile la Piscina, per poi darla in gestione alla CSU come le piscine di Casate e la Sinigaglia.

 Di questo consiglio straordinario nemmeno l’ombra, e sono passa 1457 sciagurati giorni dal suo insediamento: 145 volte il tempo promesso, un altro record da aggiungere al palmares già ricco del nostro eroe. Il quale però ha qualche problema di memoria, perché si dimentica di raccontare che un progetto già pronto lo aveva lasciato la giunta precedente (Si, proprio quella giunta che Rapinocchio definì fuffa), già passato ed approvato in tutte le sedi: se avesse convocato quel consiglio straordinario da lui promesso a quest’ora avremmo avuto la piscina funzionante, a disposizione di atleti e cittadini. Abbiamo quindi perso quattro anni, anni in cui di progetti alternativi non ne abbiamo visto nemmeno l’ombra: nel frattempo di acqua sotto i ponti ne è passata, e quello stesso progetto che 4 anni fa sarebbe costato 15 milioni di euro, ora costerebbe 22 milioni, quasi il 50% in più.

P.S. Nel frattempo la piscina di Muggiò è diventata un rudere, probabilmente non più ristrutturabile, a causa dell’abbandono e dello sciacallaggio, andrà quindi rifatta da capo.

Il caro Rapifuffa cosa ci racconterà, che i ritardi sono dovuti al fatto che gli orologi storici non funzionano? O che magari Nessi & Maiocchi, fautori del progetto, erano meno bravi della società che avrebbe dovuto ricevere i famosi 9 milioni bloccati dall’ANAC , quella stessa società di cui era manager Federico Pella, dimessosi dopo essere stato messo  arresti domiciliari dalla magistratura di Milano per corruzione?

Ah, ma lui l’ha detto, “L’ANAC è la mia Bibbia”….. non osiamo immaginare se non lo fosse stata. Ora la domanda che ci poniamo è: lo chiamiamo Rapinocchio o Rapifuffa?

Nel 2022 c’era un Rapinocchio che voleva farsi eleggere sindaco: per poter raggiungere l’obiettivo era fondamentale ingraziarsi le numerose associazioni, sportive e culturali, motivo per il quale ha dedicato un intero punto del suo fuffaprogramma , per la precisione il 19, alle concessioni sportive.

In questo capitolo della sagra della fesseria sosteneva che chi aiuta i ragazzi senza fini di lucro è meritevole di una concessione particolarmente benevola: sosteneva inoltre che avrebbe allungato le concessioni a dismisura per consentire alle associazioni di pianificare i giusti investimenti. Un altro punto è che avrebbe aiutato le associazioni a realizzare, imitando la Como Nuoto, un ristorante da dare in affitto che permetterebbe di generare un introito e mantenere le associazioni stesse. Come sempre, tutto molto bello, e tutto rimasto una teoria astratta. E quindi tutta fuffa.

Ad oggi non abbiamo notizia di nessuna concessione rinnovata o allungata a dismisura: ci risulta che al Tennis Como siano stati chiesti oltre 2 milioni di euro di lavori (Altro che un ristorante, il Tennis si dovrà aprire una catena di ristoranti per poter sopravvivere) in cambio di una nuova concessione, e sono oltre due anni che l’associazione opera senza una concessione in atto.

Se poi passiamo allo Yacht Club, qui si arriva al ridicolo: sfratto inviato all’associazione, dopo due anni di dispetti continui (Per ora sono catalogati come dispetti, vedremo per quanto il provvedimento illegittimo di fermare la vendita di carburante sarà considerato un semplice dispetto o qualcosa di più), e indovinate tra le motivazioni cosa c’è? La presenza di un ristorante che genera profitti con cui alimentare l’associazione! Avete capito bene, proprio il ristorante che voleva far costruire alle associazioni per potersi mantenere!! Sarebbe bello che il sindaco ci spiegasse perché alla Como Nuoto si (Como Nuoto oberata di debiti e salvata dalla “Partnership” col Como 1907), ed allo Yacht Club no. Saremo curiosi di vedere che uso ne verrà fatto di questo ristorante quando partirà la partnership: aspettiamo ansiosi!

Come possiamo definire questo modo di fare politica? Fuffa. Come sempre Fuffa al 99%, perché il nostro Rapifuffa ha solo mercanzia di primissima qualità.

Pianificare è meglio che curare. E costa anche molto meno: con questa frase il nostro fuffaro chiudeva il punto 17 del suo fantascientifico programma. Dichiarava inoltre che affinché il cittadino possa verificare la serietà e l’affidabilità dell’Amministrazione, avrebbe pubblicato sul sito internet del Comune il cronoprogramma degli interventi pianificati nei vari settori.

 E qui entra in scena il nostro Rapinocchio: ha creato una semplice mappa dei cantieri in corso, ma di un cronoprogramma e di cosa è in programma nemmeno l’ombra: ma d’altronde la programmazione sta a questo personaggino come il ballo stava a Sabrina Ferilli (Senza offesa, Sabrina). A meno che non si considerino come pianificazione la chiusura senza manutenzione del museo del Casartelli alla fondazione Carducci, la chiusura del mercato coperto, lo stato di abbandono in cui versa in campo CONI; per non parlare delle condizioni in cui versa la strada di Lungo Lario Trento, delle piscine di Muggiò ormai da demolire, della piscina di via del Doss.

 Se il piano era quello di distruggere la città, allora si che siamo davanti ad un pianificatore di altissimo livello, un vero fuoriclasse. Peccato che il programma con cui si è fatto eleggere prospettasse tutt’altro, lasciandoci un atroce dubbio: il sindaco ha volutamente mentito ai comaschi, tradendo il suo mandato, oppure è un emerito incompetente, un incapace senza eguali? Quale che sia delle due l’ipotesi esatta, porterebbe comunque all’identico giudizio: è sicuramente il peggior sindaco che questa città abbia mai avuto. Chiudo rilanciando l’amletico dubbio: Rapinocchio o Rapifuffa?

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