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Como città turistica


Pietro peddone

1.1 Scelta target di turismo

Como è una splendida città, ma dagli spazi decisamente ristretti (Come tutto il lago): il fatto che gli spazi siano limitati non ci permette di accogliere indistintamente chiunque; la conseguenza naturale è che dobbiamo fare delle scelte: quale target turistico vogliamo perseguire? Ceto basso, medio, oppure alto? La scelta è molto semplice: il più alto possibile. Gli spazi ristretti ci costringono a fare meno quantità, ciò significa che la differenza dovremo farla sulla qualità e sui margini elevati: il turismo di lusso sarà l’obiettivo che la città e gli imprenditori devono darsi. Meno numeri ma più margini significa meno rifiuti, più sicurezza, meno overbooking di servizi (Taxi ed NCC, ad esempio), meno problemi nel contrasto a fenomeni di abusivismo

1.2 Gestione dei flussi

Negli ultimi quattro anni abbiamo assistito al fenomeno definito “Overtourism”, che in sintesi è l’impossibilità di soddisfare la domanda di un determinato servizio. Vi do una notizia esclusiva: l’overtourism non esiste. Esiste la mala gestione dei flussi: sapete perché sono anni in cui ai battelli ci sono code chilometriche? Innanzitutto perché il turismo è stagionale: una politica di destagionalizzazione permetterebbe di diluire i flussi su un arco temporale maggiore, calmierandone i picchi; esiste inoltre una fantastica promozione treno + battello, a soli 23,60€ ma senza battello garantito ad un orario fissato. Se la stagione venisse allungata ed i servizi fossero digitalizzati e ben programmati le code ed i disagi sarebbero decisamente inferiori; e questo è solo un esempio di malagestione dei flussi

1.3 Offerta culturale

Sapete perché i turisti passano ore ed ore sotto al sole aspettando il proprio turno per il battello? Perché la città non offre niente da fare. I musei ci sono ma non li sappiamo valorizzare: si stimano 100mila visitatori all’anno, a fronte dei 5,6 milioni di passeggeri che vanta la navigazione pubblica. La mia proposta è di convogliare le persone nel circuito dei musei: offrire il biglietto del treno + le entrate ai musei: invece di mandare le persone a fare la fila per i battelli; dobbiamo riuscire a portare 5mila dei 36mila turisti che ogni giorno vengono a Como dalle code per battelli e funicolare ai musei civici, questo sarebbe un bene per tutti. E poi c’è Villa Olmo, che deve assolutamente tornare ad essere il polo d’attrazione di mostre ed eventi che era ai tempi in cui Gaddi era Assessore alla Cultura: mostre all’aperto, sagre, eventi sportivi, eventi di beneficenza, festival musicali, concerti, e chi più ne ha più ne metta. Villa Olmo, incluso il parco, deve essere viva 12 mesi all’anno. E tutta l’offerta va inserita in un piano di Marketing e Comunicazione mirato

1.4 Digitalizzazione dei servizi

Como vuole smettere di pensare e di comportarsi da piccola provincia, e vuole colmare il gap che la distanzia dalle grandi capitali europee. Servizi al cittadino, Parcheggi, Musei, eventi, navigazione, funicolare: tutto deve essere digitalizzato, con l’obiettivo di limitare il più possibile perdite di tempo e disagi.

1.5 Parcheggi

I parcheggi stanno a Como come il ponte sta a Messina; Ticosa e area Ex-Stecav sono lì che aspettano da una vita, ma niente cambia. Recuperiamo i progetti della giunta Landriscina e portiamoli avanti: il progetto perfetto è quello che viene realizzato, ed in questo caso che viene realizzato nel minor tempo possibile. Mettiamo da parte egoismi e divisioni, e facciamo questi parcheggi: ed i prezzi saranno convenzionati per lavoratori e residenti.

1.6 Riorganizzazione portuale

Il porto è in condizioni pietose, e nel tempo è diventato il feudo dei cosiddetti buttadentro: iniziamo a chiamarli con il loro nome, ovvero venditori abusivi di tour in barca, che vendono servizi su suolo pubblico senza nessuna concessione per farlo, e senza pagare nessun canone. Bisogna però essere obiettivi: questi venditori rispondono ad una domanda, ma lo fanno in maniera poco professionale, indecorosa, ed utilizzando il suolo pubblico come una proprietà privata. Per eliminarli servono più consorzi autorizzati, che paghino un canone a % sui servizi che vengono venduti, con il loro pontile e con un botteghino per vendere i tour, senza venditori improvvisati. Questo strumento unito ai presidi di legalità è l’unica soluzione al problema, ed il risultato sarebbero più soldi per la città, decoro urbano rispettato, calo drastico dell’evasione fiscale. Contestualmente vanno realizzati più pontili sia per l’ormeggio, sia per il carico e scarico.

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